venerdì 14 ottobre 2011

CONCERTO ERIC SARDINAS A TREZZO, 13-10-2011

Il concerto è al live di Trezzo, storico locale tra le province di Milano e Bergamo, dove si sono esibiti in passato grandi nomi del panorama musicale italiano ed estero.
Due cenni su Sardinas: chitarrista di classica estrazione Blues, fonde i suoni duri ed elettrici della sua mitica chitarra dobro attaccata ad un bell'ampli valvolare, alle melodie classiche del blues, prendendo ispirazione e di tanto in tanto tributando tutti i grandi artisti che ne hanno fatto la storia (da Robert Johnson a Muddy Waters)
Arrivo intorno alle 21.15, il numero di macchine nel parcheggio non è proprio quello delle migliori occasioni, ed infatti entrando si nota subito che il locale è abbastanza vuoto.
I gruppi spalla attaccano intorno alle 21.30, Eric invece entra in scena un’oretta dopo, e a quel punto, pur non riempiendosi, il Live di Trezzo comincia ad avere un aspetto accettabile. Già dai primi pezzi si nota subito che se il pubblico è caldo ed accompagna con grande calore il suo beniamino, Eric è bollente! Ha voglia di suonare e di divertirsi, vaga da una parte all’altra del palco, interagisce col pubblico, improvvisa (con testi completamente inventati al momento) ma soprattutto ci mette una grinta che non ho mai visto su nessun altro palco. A volte sembra voler letteralmente strappare le corde dal dobro, altre volte si sporge fino a bordo palco per parlare col pubblico, senza servirsi del microfono, ma urlando tutta la sua grinta! Decide sul momento quanto far durare i soli, quando fermarsi e quando chiudere, è lui che si trascina dietro la band, che pazientemente asseconda ogni suo “capriccio”. La band, appunto, sono i Big Motor, nella persona di Level Price al basso, un vero “trattore” con una potenza e un tiro micidiali, e Chris Frazier alla batteria, musicista preciso, efficace e tecnicamente impeccabile, forse soltanto un po’ troppo pulito e poco “picchiatore” per il genere (come qualcuno nel pubblico ha fatto notare).
Il concerto scorre via veloce, tra una miriade di tempi shuffle , che fanno ballare anche il più tranquillo fra i presenti, e qualche pezzo più “hard rock”, ricordo del periodo in cui venne prodotto da Steve Vai. C’è anche spazio per un momento di commozione, quando Eric dedica un brano a sua mamma e alla mamma di un amico, scomparsa il giorno prima, e i suoni diventano acustici, il nostro abbassa il volume della chitarra, indirizza l’asta del microfono verso lo strumento e ci riporta indietro di un secolo, quando non c’erano amplificatori o pick up, ma tutto era fatto così.
E’ poi il tempo dei classici del suo repertorio e quindi via con Texola, I can’t be satisfied e l’immancabile Down to Whiskey, nella quale ingaggia un duello vocale col pubblico. Insomma, dopo due ore di concerto senza pause e un bis, Sardinas saluta tutti e se ne va!
Una nota anche per il gruppo di apertura, The Cyborgs: già visti in apertura del concerto di Jeff Beck, mi avevano impressionato da subito. Son due ragazzi che si presentano in scena con maschere da saldatori, indossate per proteggersi dai raggi del sole che, nel futuro dal quale sostengono di venire, bruciano troppo. Dicono di essere tornati indietro nel passato per scoprire da dove tutto partì, perché nel loro tempo la musica è fatta soltanto tramite computer e quindi quale modo migliore se non quello di suonare del sano blues? A parte la gustosa storiella, questa è gente che suona e ha un tiro e una presenza scenica davvero ottimi. Il batterista suona contemporaneamente anche la tastiera, tenendo i bassi su tutti i pezzi e deliziandoci con un Honky Tonk piano a metà concerto in cui fa capire tutta la sua tecnica. Il chitarrista e cantante sa come intrattenere una platea e anche lui sa cosa fare con lo strumento. Attaccato ad un combo fender di piccolo wattaggio, senza tanti fronzoli di mezzo, tira fuori un gran suono e riff accattivanti, tanto da convincermi a comprare il loro cd a fine serata!
Insomma, nel complesso, ottima serata di musica al live di Trezzo!


di Giacomo Lamura

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